sabato 12 dicembre 2015

Il governo dei migranti

In Italia il tema dei migranti viene trattato per lo più con il paraocchi dell'ideologia. Per alcuni dovremmo spalancare le porte a tutti, come se vivessimo nella terra di nessuno; per altri dovremmo respingerli senza distinguo, come se fossimo dei senza Dio o dei senza cuore. I governi degli ultimi 20 anni sono stati incapaci di governare il fenomeno, se non addirittura complici di chi grazie al caos ci ha guadagnato un sacco di soldi. Governare il fenomeno vuol dire prima di ogni altra considerazione distinguere tra profughi e migranti economici, perché anche i gommoni che li trasportano sanno che quelli che attraversano il mare non provengono tutti da paesi in guerra. Se metti tutti nello stesso calderone pretendendo di regolare (si fa per dire) casi opposti in maniera identica allora il fenomeno rimarrà una piaga destinata a incancrenirsi, con imprevedibili risvolti sociali. Se consideri il migrante economico come una vittima dell'imperialismo da risarcire a prescindere, anche a costo di svendere i nostri valori e i nostri confini, allora sei sganciato dalla realtà perché vivi nel mondo dei sogni ideologici. Allora sarà inutile trovare una strada sotto il mare o dentro il cuore degli altri, come cantava il buon Fossati, sarà inutile e retorico piangere i bimbi morti sulle spiagge perché tanto il problema semplicemente non lo si vuole risolvere ed è destinato a rimanere irrisolto. Almeno finché si ragiona in questi termini.

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